NICOLA SPOTORNO
PROFILO

COME CAPIAMO QUELLO CHE CAPIAMO?

Nella vita di tutti i giorni leggiamo libri, parliamo con colleghi, sfogliamo giornali e ascoltiamo distrattamente due persone al bar. In tutti questi casi riusciamo quasi sempre a comprendere ciò che viene detto. Questo processo appare così scontato da sembrare semplice ma cosa si nasconde dietro la comprensione di un testo o di un dialogo? La decodifica del contenuto delle frasi non è sufficiente. Come ha insegnato Grice “ciò che viene comunicato” da un enunciato è molto più di “ciò che viene semplicemente detto”. La mia ricerca è volta a indagare il linguaggio nel suo reale contesto di utilizzo e si concentra, quindi, sulla componente pragmatica. L’approccio segue il doppio binario dell’indagine teorica e della ricerca sperimentale. Perché usiamo così spesso metafore nei nostri discorsi? E come facciamo a capirle? Che ruolo ha tutto ciò che circonda un enunciato nella comprensione di quest’ultimo? Quali sono i processi cognitivi che guidano l’interpretazione di un testo? Associazioni? Inferenze? Cerco possibili risposte a domande come queste sia attraverso l’analisi concettuale dei fenomeni presi in considerazione sia attraverso l’indagine sperimentale delle basi cognitive e neurali di tali processi. Per questo se dovessi riassumere in una definizione i mie interessi di ricerca direi che mi occupo di pragmatica sperimentale e neuropragmatica.

PROFILO
CV eng

Nicola Spotorno è Ph.D. student presso l’Istituto di Scienze Cognitive di Lione (laboratorio L2C2). Si è laureato (sia B.A. sia M.A.) presso la facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele (Milano) dove ha seguito il curriculum “Mente, Linguaggio e Cognizione” sotto la guida di Claudia Bianchi. Nel corso del 2009 ha trascorso un semestre come visiting student presso il Laboratorio di Linguistica della Scuola Normale Superiore (Pisa) dove è stato indirizzato verso un approccio sperimentale in particolare grazie alla collaborazione di Valentina Bambini. Si occupa di neuropragmatica e cerca di capire quali meccanismi cognitivi si celano dietro la comprensione di un enunciato nel suo reale contesto di utilizzo.