Nella vita di tutti i giorni leggiamo libri, parliamo con colleghi, sfogliamo giornali e ascoltiamo distrattamente due persone al bar. In tutti questi casi riusciamo quasi sempre a comprendere ciò che viene detto. Questo processo appare così scontato da sembrare semplice ma cosa si nasconde dietro la comprensione di un testo o di un dialogo? La decodifica del contenuto delle frasi non è sufficiente. Come ha insegnato Grice “ciò che viene comunicato” da un enunciato è molto più di “ciò che viene semplicemente detto”. La mia ricerca è volta a indagare il linguaggio nel suo reale contesto di utilizzo e si concentra, quindi, sulla componente pragmatica. L’approccio segue il doppio binario dell’indagine teorica e della ricerca sperimentale. Perché usiamo così spesso metafore nei nostri discorsi? E come facciamo a capirle? Che ruolo ha tutto ciò che circonda un enunciato nella comprensione di quest’ultimo? Quali sono i processi cognitivi che guidano l’interpretazione di un testo? Associazioni? Inferenze? Cerco possibili risposte a domande come queste sia attraverso l’analisi concettuale dei fenomeni presi in considerazione sia attraverso l’indagine sperimentale delle basi cognitive e neurali di tali processi. Per questo se dovessi riassumere in una definizione i mie interessi di ricerca direi che mi occupo di pragmatica sperimentale e neuropragmatica. |