Le nostre decisioni quotidiane sono determinate da un complesso intreccio di intuizioni fulminee e freddi ragionamenti e mostrano un’immediata tendenza ad evitare inutili sforzi. Così, naturalmente, tendiamo a privilegiare le nostre intuizioni ai nostri ragionamenti, garantendoci un'altissima percentuale di decisioni soddisfacenti, a fronte di bassissimi costi cognitivi e di qualche errore sistematico nei casi di conflitto.
La comprensione dei conflitti è cruciale: spesso sono accessibili e controllabili. “Una balena è un pesce o un mammifero?”. La nostra risposta incontrollata e sotterranea “pesce” viene immediatamente bloccata dalla risposta riflessiva ed esplicita “mammifero”. Eppure, in altre situazioni -apparentemente banali- i conflitti restano celati e ci conducono verso errori imprevisti.
Le mie ricerche sono volte alla costruzione di un sistema decisionale cognitivo basato sull'interazione di processi automatici e intuitivi e processi controllati e razionali che sia in grado di rendere conto della preminenza della componente intuitiva e, allo stesso tempo, di spiegare la nostra capacità -spesso latente- di evitare gli errori. Inoltre, è mio interesse affiancare questo modello decisionale ai recenti risultati della neuroeconomia, andando alla costante ricerca di una corroborazione neurobiologica. |