Nicola Spotorno

Spotorno

Nicola Spotorno è Post doctoral fellow presso FTD Center, University of Pennsylvania. Si è laureato (sia B.A. sia M.A.) presso la facoltà di filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele (Milano) dove ha seguito il curriculum “Mente, Linguaggio e Cognizione” sotto la guida di Claudia Bianchi. Nel corso del 2009 ha trascorso un semestre come visiting student presso il Laboratorio di Linguistica della Scuola Normale Superiore (Pisa) dove è stato indirizzato verso un approccio sperimentale in particolare grazie alla collaborazione di Valentina Bambini. In seguito ha ottenuto il PhD in Cognitive Science (2012) presso l’Istituto di Scienze Cognitive di Lione (laboratorio L2C2) dove, sotto la guida di Ira Noveck, ha lavorato sulle basi cognitive e neurobiologiche dei fenomeni pragmatici, in particolare dell’ironia. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente le basi cognitive e neurobiologiche delle abilità comunicative e di cognizione sociale e l’applicazione di tali conoscenze alla ricerca su malattie neurodegenerative e psichiatriche.

Curriculum Vitae

Stai mentendo? Nella grande famiglia delle menzogne rientrano comportamenti più o meno socialmente e moralmente accettabili, che vanno da un eccesso di cortesia ai peggiori casi di occultamento della verità. In ogni caso, mentire è un’attività comune e l’abilità di comprendere quando il nostro interlocutore è sincero e quando non lo è ricopre un ruolo considerevole nel bouquet delle nostre capacità cognitive. Per fare ciò, dobbiamo essere in grado di prestare attenzione e integrare un’enorme quantità di piccoli dettagli provenienti dal contesto(linguistico e non) dalle nostre esperienze con l’interlocutore e da semplici segni paralinguistici quali espressioni facciali e prosodia. Tutto ciò richiede il contributo di differenti reti cognitive / neurali ma anche una considerevole capacità di integrare il lavoro di tali reti. Questo progetto si propone di indagare specialmente quest’ultima abilità attraverso studi di neuroimmagine e studi su popolazioni di pazienti con deficit focali (per esempio, pazienti con demenza frontotemporale).