Francesca Pongiglione

Pongiglione

Francesca Pongiglione si è laureata in Filosofia a Genova, e ha conseguito il dottorato di ricerca in Etica presso l’Università di Bologna nel 2009. È stata visiting scholar presso la Boston University e la University of Glasgow. È stata assegnista di ricerca post-doc presso l’Università di Bologna, e ha svolto periodi di ricerca presso la London School of Economics, la Fondazione Eni Enrico Mattei e il Collegio Carlo Alberto.
Dal 2013 è ricercatrice presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, dove è coordinatrice di unità del progetto FIRB finanziato dal MIUR dal titolo “Strutture e dinamiche della conoscenza e della cognizione”, in collaborazione con le Università di Torino, Bologna, Roma Tre e Cagliari.
Insegna Filosofia e diritti umani (Corso di Laurea Triennale in Filosofia) e si occupa di etica ambientale e decisioni pubbliche e di storia della filosofia morale e politica nell’età moderna. Collabora col CIRE (Centro Interdisciplinare di Ricerca sull’Educazione) presso la Facoltà di Fisica dell’Università di Bologna, è membro del CeSEP (Centro Studi di Etica Pubblica) e del CRESA (Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata). Collabora inoltre col Comitato Scientifico di Expo 2015, seguendo in particolare la stesura di un documento su diritti umani e land grabbing.

Cosa ci spinge a cooperare alla risoluzione di un problema collettivo? Se tutti pagassero le tasse, ne pagheremmo molte meno. Se tutti andassero in bicicletta, l’aria sarebbe più pulita. Eppure la realizzazione di un bene comune spesso non è l’alternativa più attraente per il soggetto, a cui spesso conviene anteporre il proprio interesse a quello comune. Ma è veramente un impulso altruistico ciò che muove l’uomo alla cooperazione? Che natura ha la motivazione alla cooperazione? La mia ricerca si propone di rispondere a queste domande nell’ambito delle decisioni ambientali, per capire cosa spinge gli uomini a ridurre il proprio impatto ambientale sulla terra – valori morali individuali, appartenenza politica, imitazione sociale, percezione dei rischi, oppure la conoscenza degli effetti dei cambiamenti climatici, le norme sociali, la convenienza economica del risparmio energetico? E, restringendo il campo al terreno della morale, esiste una legge in grado di stabilire il dovere etico del soggetto a cooperare, anche quando il singolo contributo non può modificare in alcun modo il corso delle cose?