Andrea Sereni

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Andrea Sereni (26.07.77) è Ricercatore presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Si è laureato in Filosofia all’Università di Bologna (2001), è stato visiting scholar presso la St.Andrews University (2005), e ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Filosofia Analitica presso l’Università di Bologna (2006). E’ stato assegnista di ricerca presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele (2008-2010), e ha inoltre svolto attività di docenza presso il Dipartimento di Discipline della Comunicazione dell’Università di Bologna (2006/07), presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Parma (2007/08), e le Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia e di Lettere e Filosofia dell’Università di Modena e Reggio Emilia (2008/09). E’ membro del CRESA e del gruppo COGITO. E’ membro del comitato promotore del Newtork Italiano di Filosofia della Matematica, FilMat. E’ autore, assieme a Marco Panza (IHPST, CNRS, Paris) di Il problema di Platone. Un’introduzione storica alla filosofia della matematica(Carocci, Roma, 2010), uscito in edizione rivista e ampliata in inglese come Plato’s Problem. An Introduction to Mathematical Platonism (Palgrave Macmillan, 2013) e in edizione francese come Introduction à la philosophie des mathématiques (Flammarion, 2013). Assieme a Daniele Molinini e Fabrice Pataut, sta curando un numero speciale di Synthese su Indispensability and Explanation.

Come ci sono dati i numeri? Tra i principali obiettivi teorici di Frege, che a partire dal 1884 cercò di dare risposta a questa domanda, figuravano teorie di stampo psicologista, posizioni empiriste, come quella di Mill, e la filosofia kantiana dell'aritmetica, basata sull'intuizione. Le risposte di Frege hanno influenzato gran parte della filosofia della matematica del novecento. Tanto la psicologia quanto posizioni empiriste, quando non naturaliste, si sono tuttavia diffuse enormemente negli ultimi decenni, grazie soprattutto all'evoluzione delle scienze cognitive nel primo caso, e a un generale atteggiamento di riguardo nei confronti delle scienze empiriche nel secondo caso. Ciò nonostante, nella filosofia della matematica contemporanea i risultati offerti dalle scienze cognitive restano decisamente sullo sfondo rispetto a questioni di ordine formale o più tradizionalmente filosofico, fatte salvo per considerazioni in ambito di euristica o di apprendimento. Si pone quindi il problema urgente di valutare se e in che termini le risposte a classiche domande ontologiche, semantiche e epistemologiche sulla matematica possano essere riformulate o integrate in un quadro naturalista senza sottovalutare i limiti teorici degli approcci sperimentali, e di come gli argomenti tradizionali per la giustificazione delle nostre conoscenze matematiche possano dialogare con considerazioni spesso orientate empiricamente sulla applicabilità della matematica, la sua indispensabilità, la sua cogenza psicologica, la sua capacità di offrire spiegazioni di fenomeni fisici. Ancora oggi, manca una risposta definitiva e condivisa al problema di come ci siano dati i numeri e, con essi, le nostre conoscenze matematiche.