Andrea Moro

Andrea Moro

Professore ordinario di linguistica generale presso la Scuola Superiore Universitaria ad Ordinamento Speciale IUSS di Pavia è stato per un decennio ordinario presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e associato presso l’Università di Bologna. Varie volte visiting scientist presso il MIT e la Harvard University, ha tenuto corsi e seminari in Europa e negli Stati Uniti. Laureato a Pavia in lettere classiche, studente Fulbright negli Stati Uniti, ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica presso il consorzio di Padova e il “Diplôme d’études supérieures en théorie de la syntaxe et syntaxe comparative” presso l’Université de Genève. Al San Raffaele di Milano è stato tra i fondatori del Dipartimento di Scienze Cognitive nel 1993, membro del comitato ordinatore della facoltà di psicologia e di filosofia del nascente Ateneo e presidente del corso di laurea interfacoltà in neuroscienze cognitive fino al 2010. Studia teoria della sintassi e neurolinguistica. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste internazionali tra le quali Nature Neuroscience, i Proceedings of the National Academy of Science e Linguistic Inquiry. Tra i suoi libri: The raising of predicates, Cambridge University Press, Cambridge, 1997; Dynamic Antisymmetry, The MIT Press, Cambridge, Massachusetts, 2000; I confini di Babele, Longanesi, Milano, 2006 (trad. ingl. 2008 The Boundaries of Babel, MIT Press); Breve storia del verbo essere, Adelphi, Milano, 2010.

vai alla mia pagina Ne.T.S

Perchè non tutte le combinazioni di parole sono possibili in una lingua? Come abbiamo acquisito da bambini la capacità di riconoscere le combinazioni giuste? Quali parti del cervello entrano in gioco nella produzione e nella comprensione del linguaggio? Quanto possono essere diverse tra di loro le grammatiche delle lingue? Ci sono prove che il linguaggio umano si sia evoluto? Sono questi i tipi di domande alle quali la linguistica moderna sta cercando di dare una risposta. La nuova prospettiva parte dagli studi di linguistica formale con i quali a partire dagli anni cinquanta si è mostrato che, malgrado le grandi differenze apparenti, tutte le grammatiche non sono altro che variazioni di un unico modello molto complesso. La struttura di questo modello deve essere ancora compresa appieno e senza una dettagliata teoria della grammatica nessuna di queste domande potrà sperare di ricevere una risposta, tuttavia la linguistica fin d’ora trova nell’incontro con altre discipline, come la neuropsicologia un campo d’indagine che sta dando frutti inaspettati.