A partire dalla metà del secolo scorso, matematici ed economisti hanno sviluppato veri e propri modelli matematici dei processi di scelta tra più opzioni in condizioni di incertezza. In seguito, psicologi e scienziati cognitivi hanno riesaminato criticamente la validità di tali modelli, dimostrando che essi non rispecchiano fedelmente le decisioni prese dagli individui nella realtà e proponendo modelli realmente descrittivi delle scelte e delle preferenze degli esseri umani. Negli ultimi anni, la crescente integrazione tra economia sperimentale, psicologia e neuroscienze ha determinato la nascita di una nuova disciplina, la neuroeconomia, che si prefigge di indagare le basi neurali dei processi decisionali e dei comportamenti economici, e l’influenza delle emozioni su di essi. All’interno di questo ambito, le mie attuali ricerche sono dirette a esplorare i correlati neurali delle varie componenti che si ritiene essere alla base dei processi decisionali (valutazione dell’utilità, stime probabilistiche, valutazione del rimpianto, fattori emozionali ed interpersonali) mediante studi condotti con la risonanza magnetica funzionale. Altre linee di ricerca riguardano le basi cerebrali della memoria semantica, dei processi inferenziali deduttivi e induttivi e dei processi coinvolti nella rappresentazione e nel controllo dell’azione nella normalità (organizzazione, riconoscimento e imitazione dell’azione) e nella patologia (aprassia). |