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4 dicembre 2015 Articoli

la RepubblicaLa Repubblica – 03.12.2015 

 

 

Alla scoperta del cervello al Forum delle Neuroscienze, The European House-Ambrosetti – Accademia dei Lincei, Roma.

 

Le conseguenze su salute, lavoro e vita sociale della depressione. Il dolore emotivo che prova il cervello quando perdiamo dei soldi. L’optogenetica come nuova branca di studi in grado di trattare molte patologie cerebrali e non. Una retina artificiale che funziona come un piccolo pannello fotovoltaico. Sono alcuni dei temi al centro del Forum delle Neuroscienze, l’evento internazionale che fa il punto sulla ricerca dedicata al cervello organizzato da The European House-Ambrosetti all’Accademia dei Lincei in corso a Roma.

Neuro-economia, cervello e soldi. Le emozioni entrano in gioco anche nelle cosiddette decisioni razionali ed il cervello non è poi così affidabile quando abbiamo a che fare con il denaro. A sostenerlo nel corso del Forum di Neuroscienze è Matteo Motterlini, direttore del Cresa (Centro di ricerca in epistemologia sperimentale e applicata) e ordinario di Filosofia della scienza all’università San Raffaele dove insegna Economia cognitiva e neuroeconomia: “Le neuroscienze sono la chiave della ‘scatola nera’ del comportamento economico. Da alcuni anni studi sull’attività cerebrale hanno rivelato che il cervello umano ha risposte precise di fronte a situazioni come perdite, guadagni e rischi e ora sappiamo ad esempio che esiste un fenomeno chiamato ‘avversione alle perdite’ per il quale perdite e guadagni non hanno lo stesso valore: perdere 100 euro fa più ‘male’ rispetto alla gioia di vincere la stessa somma”, spiega l’esperto. Inoltre, il cervello non ama il rischio e attiva l’amigdala che in maniera del tutto istintiva (e quindi al di sotto del livello della coscienza) porta a prendere decisioni che prediligono la cautela anche quando sarebbero convenienti. Un esempio? “La maggior parte delle persone è propensa a rifiutare una scommessa che darebbe la possibilità di vincere o perdere 100 euro al 50% perché l’amigdala si accende a segnalare proprio l’avversione all’idea di non avere un vantaggio. Perdere infatti genera un vero e proprio dolore emotivo. Tanto che paradossalmente, il pensiero di perdere porta talvolta a rinunciare a vincere”.

 

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